ANNO 16 n° 236
Rifondazione Comunista: «Morti sul lavoro, l’età e il caldo non possono essere ignorati»
Il Circolo di Viterbo interviene dopo la morte dell’operaio Francesco Galiano al cantiere di piazza San Carluccio
24/08/2026 - 14:51

VITERBO – La morte di Francesco Galiano, l'operaio edile di 65 anni deceduto nei giorni scorsi nel cantiere di piazza San Carluccio, riaccende il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sulle condizioni affrontate dai lavoratori più anziani durante le giornate di caldo intenso.

A intervenire è il Circolo di Rifondazione Comunista di Viterbo, con la segretaria Irene Massimi, che esprime innanzitutto vicinanza alla famiglia dell'operaio.

«La drammatica notizia della morte dell'operaio edile Francesco Galiano ci ha scosso profondamente. Alla famiglia va il nostro cordoglio e la nostra vicinanza», afferma Massimi.

Secondo Rifondazione, il caso pone però una questione più ampia legata all'età dei lavoratori impiegati nei settori maggiormente usuranti e alle condizioni climatiche sempre più difficili.

«Morire di infarto in cantiere, a 65 anni, durante giornate di caldo estremo, non può essere considerato un evento isolato, ma il segnale di un problema più profondo che riguarda il lavoro», sostiene il partito, richiamando alcuni dati nazionali relativi agli infortuni mortali.

Nel documento vengono citati i numeri relativi al giugno 2026, indicato come un mese particolarmente pesante sul fronte delle morti sul lavoro. Rifondazione sottolinea inoltre la crescente presenza di lavoratori over 60 tra le vittime e pone l'accento sulla necessità di considerare anche l'età come un elemento di rischio nelle attività più faticose.

«Rivedere le norme sui lavori usuranti»

Per il Circolo viterbese, il problema riguarda anche il progressivo innalzamento dell'età pensionabile, soprattutto quando interessa persone impegnate in attività fisicamente gravose.

«Nei lavori più pesanti e usuranti, come quelli in edilizia, l'età avanzata espone a rischi gravissimi», afferma Massimi, chiedendo di «rimettere mano alle norme che regolano i lavori usuranti».

L'obiettivo, secondo Rifondazione, dovrebbe essere quello di tenere maggiormente conto dell'impatto dell'età sulle condizioni di sicurezza. «Un lavoratore di oltre 60 anni, impegnato in un cantiere sotto il sole, non affronta le stesse condizioni di un lavoratore più giovane», sostiene il partito.

L'appello per una legge sul lavoro e il caldo

Rifondazione Comunista chiede quindi una mobilitazione politica sul tema della sicurezza e sollecita il Governo a intervenire con norme specifiche per affrontare i rischi legati alle alte temperature, all'età dei lavoratori e alla natura usurante di determinate mansioni.

Particolare attenzione viene richiesta per le categorie maggiormente esposte, compresi i lavoratori dell'edilizia e dell'agricoltura.

«Rivedere le norme, proteggere i lavoratori delle categorie più esposte e adattare le regole alla realtà climatica attuale è una necessità», conclude Massimi.

Per il Circolo di Rifondazione Comunista di Viterbo, la tutela della salute e della vita dei lavoratori deve quindi tornare al centro dell'agenda politica, con particolare attenzione a chi, per età e condizioni di lavoro, risulta maggiormente esposto ai rischi.






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